Alcuni spunti di riflessione ..

L'educazione alla pace e alla solidarietà è l'educazione civica del futuro. Essa crea le basi per la formazione di cittadini responsabili, consapevoli dei diritti e dei doveri di ciascuno e impegnati per la loro tutela in Italia e nel resto del mondo. Le istituzioni scolastiche, gli Enti Locali, le Regioni, il mondo dell'informazione e, più in generale, tutte le agenzie educative devono contribuire a sviluppare la cultura della pace e dei diritti umani. L'educazione alla pace e alla solidarietà non è una nuova materia da aggiungere agli altri insegnamenti. L'educazione alla pace è educazione ai diritti umani, alla democrazia, all'intercultura e alla convivenza, alla solidarietà, allo sviluppo, alla nonviolenza, ai conflitti, alla mondialità, alla legalità.
L'educazione alla pace e alla solidarietà non si limita all'insegnamento dei valori e dei principi ma è orientata all'azione. L'educazione alla pace non è responsabilità esclusiva di un soggetto predeterminato ma risultato dell'azione congiunta, coordinata, continuativa di tanti soggetti diversi per collocazione, finalità istituzionali, posizione e ruolo sociale: autorità scolastiche nazionali e territoriali, Enti Locali, Regioni, studenti, insegnanti e organizzazioni della società civile.
La ricerca della collaborazione paritaria tra tutti questi soggetti diventa condizione necessaria per un'azione educativa efficace. Studenti, insegnanti, autorità scolastiche, associazioni ed enti locali possono unire competenze, esigenze, risorse valorizzando il protagonismo di ciascuno e costruendo una fitta rete di attività che deve divenire sempre più quotidiana e ordinaria.
L'educazione allo sviluppo in Trentino

In un mondo in cui i processi di globalizzazione provocano, nei loro aspetti sia positivi che negativi, un contatto molto più ravvicinato che in passato tra culture, abitudini, codici e linguaggi diversi, l'educazione allo sviluppo assume un ruolo di primaria importanza. Educare allo sviluppo significa innanzitutto conoscere e capire le relazioni di interdipendenza che spesso legano regioni geograficamente molto lontane. Tali relazioni e legami implicano la necessità di riconsiderare gli abituali metodi educativi e di rielaborarli alla luce dei cambiamenti che hanno modificato il tradizionale modo di percezione delle relazioni tra i popoli, soprattutto nelle relazioni Nord-Sud del mondo.
I problemi che affliggono una gran parte dell'umanità spesso non sono circoscritti, nelle loro cause e conseguenze, ai soli Paesi in cui si manifestano ma interessano anche le regioni più sviluppate (si pensi ad esempio al fenomeno dell' immigrazione).
L'educazione allo sviluppo non è più quindi un complemento a programmi di cooperazione ma è ormai un ambito di elaborazione autonomo con il nome di educazione alla globalità, all'interno del quale sono incluse l'educazione alla pace, all'ambiente, ai diritti umani e civili.
Con l'incremento del flusso delle migrazioni e con la presenza consistente di alunni stranieri nelle scuole italiane, diventa sempre più importante adottare azioni di educazione interculturale, intesa come mezzo per lo sviluppo creativo della diversità culturali e come strumento per facilitare scambi fra persone e culture, adottando metodologie cooperative e di role-play e utilizzando approcci di tipo progettuale e interdisciplinare.