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Home Page - Solidarietà Internazionale - Cooperazione Decentrata - Regioni
Regioni
Le Regioni italiane hanno attivato politiche in materia di cooperazione allo sviluppo per stimolare la partecipazione attiva dei soggetti (Enti locali e no-profit) espressione del territorio e favorire l'interazione a livello interregionale come espresso dai programmi dell'Ue
 
Abruzzo
La Regione Abruzzo è una delle pioniere della cooperazione allo sviluppo tra le Regioni italiane. Oltre ad essere stata tra le prime a formalizzare la propria politica di intervento, con la legge 105 del 1989 e s.m.i. modificata e integrata dalla L.R. 63/1995, la Regione ha una lunga tradizione per le attività di cooperazione con i Paesi Balcanici. 
 
Basilicata
La Regione Basilicata, attraverso un utilizzo integrato di risorse nazionali, comunitarie e locali, presenta un apparato regionale essenzialmente dinamico e con una buona propensione all'internazionalizzazione. Il quadro di riferimento normativo della materia è rappresentato dalla L.R. 26/96 del 08/05/1996 "Interventi regionali per la pace e la cooperazione tra i popoli".
 
Calabria
La Regione Calabria è impegnata in una cooperazione mirata allo sviluppo economico e sociale endogeno e a tal proposito promuove la partecipazione di soggetti pubblici dell'economia calabrese ad azioni specifiche, valorizzandone le vocazioni economiche, sociali e scientifiche.
 
Campania
Il bacino del Mediterraneo ed i Balcani rappresentano oggi l'asse di riferimento prioritario delle strategie regionali di cooperazione ed internazionalizzazione. L'attività della Regione Campania in questi ambiti è, infatti, finalizzata a rendere il territorio campano centrale nel raccordo tra "Nord" e "Sud", tra Europa e Paesi Mediterranei.
 
Emilia Romagna
La Regione Emilia - Romagna riveste un ruolo guida nel settore della cooperazione allo sviluppo, sia in termini di impegno finanziario, che per attività e presenza nel campo della cooperazione internazionale. L'attività di cooperazione decentrata viene riconosciuta modalità strategica per stimolare l'adozione di politiche di decentramento del potere amministrativo in paesi in via di sviluppo o in fase di transizione.
 
Friuli Venezia Giulia 
La Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia per la sua posizione geografica è stata fino al recente allargamento dell'Ue una regione di confine. Essa ha pertanto concentrato risorse ed interessi sull'area confinaria, utilizzando appieno gli strumenti messi a disposizione dall'Unione Europea per la cooperazione transfrontaliera, con particolare riferimento ai Programmi INTERREG.
 
Lazio
La Regione Lazio ha, nella cooperazione decentrata e nella cooperazione territoriale realizzata essenzialmente attraverso i Programmi Interreg, il nodo di tutte le strutture regionali che si occupano di cooperazione allo sviluppo. La Regione Lazio riconosce in queste modalità di cooperazione allo sviluppo importanti vettori per una positiva attività di internazionalizzazione.
 
Liguria
La Regione Liguria è particolarmente attiva nel processo di crescente coinvolgimento e assunzione di responsabilità in ambito di cooperazione internazionale. La Legge che disciplina le attività di cooperazione allo sviluppo della regione Liguria è la legge regionale n. 28 "Interventi per la cooperazione allo sviluppo, la solidarietà internazionale e la pace", adottata il 20 agosto 1998.
 
Lombardia
La cooperazione decentrata rappresenta uno dei cardini sui quali si fonda la strategia internazionale della Regione Lombardia. Nell'ambito di essa, la Regione ha scelto di operare nell'ottica della sussidiarietà, cofinanziando le organizzazioni non governative lombarde e le associazioni di solidarietà internazionale. La cooperazione allo sviluppo è disciplinata dalla L. R. 20/89 "La Lombardia per la pace e la cooperazione allo sviluppo".
 
Marche
La Regione Marche rappresenta un caso singolare per l'esperienza di cooperazione italiana poiché è riuscita a realizzare, in via principale, se non esclusiva, la propria strategia di aiuto allo sviluppo puntando alla cooperazione economica e in particolare al trasferimento del proprio modello produttivo. Così come hanno fatto altre regioni adriatiche, anche la Regione Marche guarda soprattutto ai Paesi che si affacciano sull'Adriatico, partner stabili in un'ottica - ormai consolidata - di sviluppo regionale.
 
Molise
La Regione Molise si connota, in riferimento alla sua politica di cooperazione, come una regione adriatica. Per quel che concerne in particolare la cooperazione decentrata, l'attenzione della Regione è incentrata sull'area balcanica. Inoltre, le attività di cooperazione allo sviluppo della Regione Molise sono spesso incentrate sul sostegno e il riavvicinamento con i molisani all'estero.
 
Piemonte
L'attività nel campo della cooperazione internazionale della Regione Piemonte è particolarmente intensa. La Regione ha operato in questi anni su tre versanti principali: intervenendo direttamente nell'attività di cooperazione; sostenendo e accompagnando in azioni di cooperazione quei soggetti interessati ad operare in tale campo; valorizzando l'esperienza degli attori che tradizionalmente operano nel campo della cooperazione allo sviluppo (associazioni, ONG, etc..).
 
Puglia
La Regione Puglia, territorio di frontiera, si pone come ponte verso i paesi del Mediterraneo e del Sud - Est Europa. L'Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia - Settore Mediterraneo (precedentemente Ufficio Cooperazione con i Paesi in via di Sviluppo - PVS) ha realizzato, in questo contesto, molteplici interventi.
 
Sardegna
La Regione Sardegna, in virtù della sua particolare posizione geografica, guarda al Mediterraneo come un'area privilegiata nella quale sperimentare politiche di cooperazione allo sviluppo. Gli organi responsabili di queste politiche sono interni alla Presidenza della Giunta: la Direzione Generale- Servizio Affari Comunitari ed Internazionali, ed in particolare il Settore Cooperazione Internazionale, ed il Comitato tecnico-scientifico. 
 
Sicilia
La posizione geografica di ponte naturale verso i paesi del bacino del Mediterraneo e del Medio Oriente e la conseguente possibilità di giocare un ruolo fondamentale di vero e proprio interlocutore dell'Ue verso questi paesi hanno spinto, negli ultimi anni, la Regione Sicilia ad intraprendere un'intensa attività di paradiplomazia ed un serio sforzo di potenziamento e coordinamento delle strutture e degli uffici regionali.
 
Toscana
La Regione Toscana ha sviluppato un proprio sistema regionale della cooperazione internazionale fondato sull'azione di rete di soggetti e sistemi locali. La materia risulta disciplinata dalla Legge Regionale n. 17/99 "Interventi per la promozione dell'attività di cooperazione e partenariato internazionale, a livello regionale e locale", e per la programmazione degli interventi viene redatto un "Piano regionale della cooperazione internazionale e delle attività di partenariato".
 
Umbria
La regione Umbria promuove e sostiene progetti di cooperazione allo sviluppo che si ispirino al principio della centralità dello sviluppo umano, alla promozione della crescita economica, al riequilibrio sociale e culturale nonché di promozione delle pari opportunità tra uomo e donna, nel rispetto delle differenze tra i popoli e le culture, dello sviluppo endogeno e autogestito, della libertà e partecipazione democratica e dei vincoli di sostenibilità ambientale.
 
Valle d'Aosta
La politica di cooperazione allo sviluppo della Regione Autonoma Valle d'Aosta è disciplinata dalla Legge regionale n. 44 del 9 luglio 1990 relativa agli "Interventi regionali di cooperazione e solidarietà con i Paesi in via di sviluppo". Questa legge è finalizzata a promuovere azioni concrete di carattere economico e sociale che concorrano alla crescita di regioni di Paesi in ritardo di sviluppo.
 
Veneto
In ragione della propria posizione geografica, di una illustre e storica vocazione commerciale e di una straordinaria vivacità economico-produttiva, la Regione del Veneto intrattiene numerosi rapporti di collaborazione e di gemellaggio con Regioni, Stati federati ed Enti Locali di Paesi europei ed extraeuropei. Spesso tali rapporti vengono formalizzati con la sottoscrizione di accordi ed intese ufficiali, su cui fondare successivamente azioni concrete di collaborazione.
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